Super Green pass: il testo del Decreto dove obbliga terza dose vaccino

Super Green pass: il testo del Decreto dove obbliga terza dose vaccino

Ecco la bozza del Decreto Legge (c.d. Super Green pass) contenente le Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali, approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione di ieri 24 novembre 2021.

Il testo della bozza del decreto legge prevede una serie di misure di contenimento della “quarta ondata”, essendo che crescono in tutta Europa i contagi da Covid 19, ma il trend dei decessi è molto più inferiore nei Paesi che hanno immunizzato tramite vaccino di più di altre.

Per affrontare questa nuova ondata contro la pandemia Coronavirus possiamo leggere in breve i 3 ambiti più “interessanti”:

  1. Obbligo terza dose del vaccino ed Estensione dell’obbligo vaccinale a nuove categorie dal 15 dicembre
     
    Dal 15 dicembre estensione dell’obbligo vaccinale della terza dose, con esclusione della possibilità di essere adibiti a mansioni diverse. Si prevede inoltre l’estensione dell’obbligo vaccinale a ulteriori categorie:
    • personale amministrativo della sanità
    • docenti e personale amministrativo della scuola
    • militari
    • forze di polizia (compresa la polizia penitenziaria)
    • personale del soccorso pubblico.
  2. Green Pass rafforzato dal 6 Dicembre al 15 Gennaio 2022 anche in zona bianca

    Super green pass dalla zona bianca in poi, dal 6 dicembre 2021 al 15 gennaio 2022 e vale SOLO per coloro che sono o vaccinati o guariti.
    Il nuovo Super Green pass rafforzato servirà per l’accesso ad attività che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla nei seguenti ambiti:
    • Spettacoli
    • Spettatori di eventi sportivi
    • Feste e discoteche
    • Ristorazione al chiuso
    • Cerimonie pubbliche

      In questo periodo, il tampone sarà valido in tutta Italia solo per andare al lavoro e per gli spostamenti a lunga percorrenza.

  3. Rafforzamento dei controlli e campagne promozionali sulla vaccinazione

    Il Prefetto territorialmente competente adotta un piano per l’effettuazione costante di controlli, anche a campione, avvalendosi delle forze di polizia e del personale dei corpi di polizia municipale munito della qualifica di agente di pubblica sicurezza, in modo da garantire il rispetto del possesso delle certificazioni di cui all’articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021.
    Poi Il Prefetto trasmetterà al Ministro dell’interno una relazione settimanale dei controlli effettuati nell’ambito territoriale di competenza.
    Per le campagne promozionali di copertura vaccinale, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri elaborerà un piano per garantire i più ampi spazi sui mezzi di comunicazione di massa per campagne di informazione, formazione e sensibilizzazione sulla vaccinazione anti-Sars-CoV-2.

Se invece desideri leggere tutto il testo in bozza, qui di seguito ti riporto tutte le 9 pagine proprio come viene scritto lo riportiamo in calce dal Presidente della Repubblica:

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
VISTI gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
VISTI gli articoli 32 e 117, secondo e terzo comma, della Costituzione;
VISTO l’articolo 16 della Costituzione, che consente limitazioni della libertà di circolazione per
ragioni sanitarie;
VISTO il decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio
2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19»;
VISTO il decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio
2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da
COVID-19»;
VISTO il decreto-legge 1°aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio
2021, n. 76, recante «Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, in materia di
vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici»;
VISTO il decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno
2021, n. 87, recante «Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel
rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19»;
VISTO il decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 16
settembre 2021, n. 126, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da
COVID-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche»;
VISTO il decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 settembre
2021, n. 133, recante «Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche,
universitarie, sociali e in materia di trasporti»;
VISTO il decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
novembre 2021, n. 165, recante «Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro
pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID19 e il rafforzamento del sistema di screening»;
VISTO il decreto-legge 8 ottobre 2021, n. 139, recante «Disposizioni urgenti per l’accesso alle attività
culturali, sportive e ricreative, nonché per l’organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia
di protezione dei dati personali.»;
VISTA la dichiarazione dell’Organizzazione mondiale della sanità dell’11 marzo 2020, con la quale
l’epidemia da COVID-19 è stata valutata come «pandemia» in considerazione dei livelli di diffusività
e gravità raggiunti a livello globale;
CONSIDERATO che l’attuale contesto di rischio impone la prosecuzione delle iniziative di carattere
straordinario e urgente intraprese al fine di fronteggiare adeguatamente possibili situazioni di
pregiudizio per la collettività;
RITENUTA la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per garantire in maniera
omogenea sul territorio nazionale le attività dirette al contenimento dell’epidemia e alla riduzione dei
rischi per la salute pubblica, anche alla luce dei dati e delle conoscenze medico-scientifiche acquisite
per fronteggiare l’epidemia da COVID-19 e degli impegni assunti, anche in sede internazionale, in
termini di profilassi e di copertura vaccinale;

RITENUTA la straordinaria necessità e urgenza, di estendere l’obbligo vaccinale ad alcune categorie
di soggetti che prestano la propria attività lavorativa a stretto contatto con persone non ancora
vaccinate.
RITENUTA la straordinaria necessità e urgenza di adeguare le previsioni sul rilascio e la durata delle
certificazioni verdi COVID-19;
RITENUTA, altresì, la straordinaria necessità e urgenza di integrare il quadro delle vigenti misure di
contenimento alla diffusione del predetto virus in occasione delle festività natalizie e di inizio anno
nuovo, adottando adeguate ed immediate misure di prevenzione e contrasto all’aggravamento
dell’emergenza epidemiologica;
VISTA la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del ;
SULLA PROPOSTA del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri della salute, dell’interno,
della difesa, della giustizia e dell’istruzione;
EMANA
il seguente decreto-legge:
CAPO I
Obblighi vaccinali
ART. 1
(Obblighi vaccinali)

  1. Al decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021,
    n. 76, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) dopo l’articolo 3-bis è inserito il seguente:
    “ART. 3-ter
    (Adempimento dell’obbligo vaccinale)
  2. L’adempimento dell’obbligo vaccinale previsto per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2
    comprende la somministrazione della dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale primario di cui
    all’articolo 9, commi 2, lettere a) e c-bis), e 3, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87.”;
    b) l’articolo 4 è sostituito dal seguente:

“ART. 4
(Obblighi vaccinali per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario)

  1. Al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione
    delle prestazioni di cura e assistenza, in attuazione del piano di cui all’articolo 1, comma 457 della
    legge 30 dicembre 2020
    , n. 178, gli esercenti le professioni sanitarie, per la prevenzione dell’infezione
    da SARS-CoV-2 sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita, comprensiva, a far data dal 15
    dicembre 2021, della somministrazione della dose di richiamo del ciclo vaccinale primario, nel
    rispetto delle indicazioni e dei termini previsti con circolare del Ministero della salute. La
    vaccinazione costituisce requisito essenziale per l’esercizio della professione e per lo svolgimento
    delle prestazioni lavorative dei soggetti obbligati. La vaccinazione è somministrata altresì nel rispetto
    delle indicazioni fornite dalle regioni e dalle province autonome in conformità alle previsioni
    contenute nel predetto piano.
  2. Solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche
    documentate, attestate dal medico di medicina generale, nel rispetto delle circolari del Ministero della
    salute in materia di esenzione dalla vaccinazione anti-Covid- 19, non sussiste l’obbligo di cui al
    comma 1 e la vaccinazione può essere omessa o differita.
  3. Gli Ordini degli esercenti le professioni sanitarie, per il tramite delle rispettive Federazioni
    nazionali, che a tal fine operano in qualità di responsabili del trattamento dei dati personali,
    avvalendosi della Piattaforma nazionale digital green certificate (Piattaforma nazionale-DGC)
    eseguono immediatamente la verifica automatizzata del possesso delle certificazioni verdi COVID19 comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione anti SARS-CoV-2, secondo le modalità definite
    con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all’articolo 9, comma 10, del decreto
    legge 22 aprile 2021
    , n. 52. Qualora dalla Piattaforma nazionale-DGC non risulti l’effettuazione della
    vaccinazione anti Sars-Cov-2, anche con riferimento alla dose di richiamo successiva al ciclo
    vaccinale primario, nelle modalità stabilite nella circolare di cui al comma 1, l’Ordine professionale
    territorialmente competente invita l’interessato a produrre, entro cinque giorni dalla ricezione della
    richiesta, la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione o l’omissione o il
    differimento della stessa ai sensi del comma 2, ovvero la presentazione della richiesta di vaccinazione
    da eseguirsi entro un termine non superiore a 20 giorni dall’invito o comunque l’insussistenza dei
    presupposti per l’obbligo vaccinale di cui al comma 1.
  4. Decorso il termine di cinque giorni di cui al comma 3, qualora l’Ordine professionale accerti il
    mancato adempimento dell’obbligo vaccinale, anche con riguardo alla dose di richiamo, ne dà
    comunicazione alle Federazioni nazionali competenti e, per il personale che abbia un rapporto di
    lavoro dipendente anche al datore di lavoro. L’ inosservanza degli obblighi di comunicazione di cui
    al primo periodo da parte degli Ordini professionali verso le Federazioni nazionali rileva ai fini e per
    gli effetti dell’articolo 4 del decreto legislativo del Capo Provvisorio dello Stato 13 settembre 1946,
    n. 233. L’atto di accertamento dell’inadempimento dell’obbligo vaccinale è adottato da parte
    dell’Ordine territoriale competente, all’esito della verifica di cui al comma 3, ha natura dichiarativa,
    non disciplinare, determina l’immediata sospensione dall’esercizio delle professioni sanitarie ed è
    annotato nel relativo Albo professionale.
  5. La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato all’Ordine territoriale
    competente e, per il personale che abbia un rapporto di lavoro dipendente anche al datore di lavoro,
    del completamento del ciclo vaccinale primario e, per i professionisti che hanno completato il ciclo
    vaccinale primario, della somministrazione della dose di richiamo e comunque non oltre il termine di
    sei mesi dalla entrata in vigore del presente decreto. Per il periodo di sospensione non sono dovuti la
    retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.
  6. Per i professionisti sanitari che si iscrivono per la prima volta agli albi degli Ordini professionali
    territoriali l’adempimento dell’obbligo vaccinale è requisito ai fini dell’iscrizione.
  7. Per il periodo in cui la vaccinazione di cui al comma 1 è omessa o differita, il datore di lavoro
    adibisce i soggetti di cui al comma 2 a mansioni anche diverse, senza decurtazione della retribuzione,
    in modo da evitare il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2.
  8. Per il medesimo periodo di cui al comma 7, al fine di contenere il rischio di contagio, nell’esercizio
    dell’attività libero-professionale, i soggetti di cui al comma 2 adottano le misure di prevenzione
    igienico-sanitarie indicate dallo specifico protocollo di sicurezza adottato con decreto del Ministro
    della salute, di concerto con i Ministri della giustizia e del lavoro e delle politiche sociali, entro il 15
    dicembre 2021.
  9. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della
    finanza pubblica.”;
    c) All’articolo 4-bis, sono apportate le seguenti modifiche:
    1) al comma 1, le parole: “al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di
    emergenza” sono soppresse;
    2) al comma 3, le parole da “con decreto del Presidente del consiglio” a “dati personali”
    sono sostituite dalle seguenti: “con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di
    cui all’art. 9 comma 10 del decreto legge 22 aprile 2021, n. 52”;
    3) il comma 4, è sostituito dal seguente: “4. Ai lavoratori di cui al comma 1, si applicano le
    disposizioni di cui all’articolo 4-ter, commi 2, 3 e 4.”;
    ART. 2
    (Estensione dell’obbligo vaccinale)
  10. Dopo l’articolo 4-bis del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla
    legge 28 maggio 2021, n. 76, è inserito il seguente:
    “ART. 4-ter
    (Obbligo vaccinale per il personale della scuola, del comparto difesa, sicurezza e soccorso
    pubblico e delle strutture di cui all’articolo 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502)
  11. Dal 15 dicembre 2021, l’obbligo vaccinale di cui all’articolo 3-ter, si applica anche alle seguenti
    categorie di personale:
    a) al personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi
    educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, dei centri
    provinciali per l’istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale,
    dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore;
    b) al personale del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico;
    c) al personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa nelle strutture di cui
    all’articolo 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, ad esclusione dei contratti esterni,
    fermo restando quanto previsto dagli articoli 4 e 4-bis.
  12. I dirigenti scolastici e i responsabili delle istituzioni di cui al comma 1, lettera a), i responsabili
    delle strutture in cui presta servizio il personale dei comparti di cui al comma 1, lettera b), nonché i
    responsabili delle strutture di cui al comma 1, lettera c), assicurano il rispetto dell’obbligo di cui al
    comma 1. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 2 e 7.
  13. I soggetti di cui al comma 2 verificano l’adempimento del predetto obbligo vaccinale acquisendo
    le informazioni necessarie anche secondo le modalità definite con il decreto del Presidente del
    Consiglio dei ministri di cui all’articolo 9, comma 10, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87. Nei casi in cui non risulta
    l’effettuazione della vaccinazione anti SARS-CoV-2 o la presentazione della richiesta di vaccinazione
    nelle modalità stabilite nell’ambito della campagna vaccinale in atto, i soggetti di cui al comma 2
    invitano, senza indugio, l’interessato a produrre, entro cinque giorni dalla ricezione dell’invito, la
    documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione o il differimento o l’esenzione della
    stessa ai sensi dell’articolo 4, comma 2, ovvero la presentazione della richiesta di da eseguirsi in un
    termine non superiore a venti giorni dall’invito, o comunque l’insussistenza dei presupposti per
    l’obbligo vaccinale di cui al comma 1. In caso di presentazione di documentazione attestante la
    richiesta di vaccinazione, i soggetti di cui al comma 2 invitano l’interessato a trasmettere
    immediatamente e comunque non oltre tre giorni dalla somministrazione, la certificazione attestante
    l’adempimento all’obbligo vaccinale. In caso di mancata presentazione della documentazione di cui
    al terzo e quarto periodo i soggetti di cui al comma 2 accertano l’inosservanza dell’obbligo vaccinale
    e ne danno immediata comunicazione scritta all’interessato. L’atto di accertamento
    dell’inadempimento determina l’immediata la sospensione dal diritto di svolgere l’attività lavorativa,
    senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per il periodo
    di sospensione, non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque
    denominati. La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato al datore di
    lavoro dell’avvio e del successivo completamento del ciclo vaccinale primario o della
    somministrazione della dose di richiamo, entro i termini previsti dall’articolo 9, comma 3 del
    decreto-legge n. 52 del 2021
    , e comunque non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore del
    presente decreto.
  14. La violazione delle disposizioni di cui al comma 2 è sanzionata ai sensi dell’articolo 4, commi 1 e
    5, del decreto-legge 25 marzo 2020
    , n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020,
    n. 35. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge 16 maggio 2020,
    n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74. La sanzione è irrogata dal
    prefetto e si applicano, per quanto non stabilito dal presente comma, le disposizioni delle sezioni I e
    II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689, in quanto compatibili.”.
    CAPO II
    Impiego delle certificazioni verdi COVID-19
    ART. 3
    (Durata delle certificazioni verdi COVID-19)
  15. All’articolo 9 del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
    giugno 2021, n. 87, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 2, lettera a), le parole “al termine del prescritto ciclo” sono sostituite dalle seguenti:
    “al termine del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della relativa dose di richiamo”;
    b) al comma 3:
    1) al primo periodo, le parole “dodici mesi a far data dal completamento del ciclo vaccinale” sono
    sostituite dalle seguenti “nove mesi a far data dal completamento del ciclo vaccinale primario” e
    le parole “prescritto ciclo” sono sostituite dalle seguenti “predetto ciclo;
    2) dopo il primo periodo, è aggiunto il seguente: “In caso di somministrazione della dose di
    richiamo successivo al ciclo vaccinale primario, la certificazione verde COVID-19 ha una validità
    di nove mesi a far data dalla medesima somministrazione.”;
    c) al comma 4-bis le parole “dodici mesi” sono sostituite dalle seguenti: “nove mesi”.
    ART. 4
    (Estensione dell’impiego delle certificazioni verdi COVID-19)
  16. Al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021,
    n. 87, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all’articolo 6, comma 3, le parole “È comunque interdetto l’uso di spogliatoi se non
    diversamente stabilito dalle linee guida di cui al primo periodo” sono soppresse;
    b) all’articolo 9-bis, comma 1:
    1) alla lettera a) le parole “, ad eccezione dei servizi di ristorazione all’interno di alberghi e di
    altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati” sono soppresse;
    2) dopo la lettera a) è inserita la seguente: “a-bis) alberghi e strutture ricettive;
    3) alla lettera d), dopo le parole: “limitatamente alle attività al chiuso” sono inserite le seguenti:
    “, nonché spazi adibiti a spogliatoi e docce, con esclusione dell’obbligo di certificazione per gli
    accompagnatori delle persone non autosufficienti in ragione dell’età o di disabilità;”;
    c) all’articolo 9-quater:
    1) al comma 1, lettera c), del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, dopo le parole “di tipo” sono inserite le seguenti: “regionale, a
    eccezione di quelli espletati esclusivamente all’interno del medesimo territorio comunale o della città
    metropolitana, interregionale,”;
    2) al comma 3 è inserito il seguente: “Per il trasporto ferroviario regionale le predette verifiche
    possono essere svolte secondo modalità a campione.”.
    ART. 5
    (Impiego delle certificazioni verdi COVID-19 di avvenuta vaccinazione o di avvenuta guarigione)
  17. All’articolo 9-bis del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge
    17 giugno 2021, n. 87, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 2 dopo le parole “per le singole zone” sono aggiunte le seguenti: “salvo quanto
    previsto al comma 2-bis”;
    b) dopo il comma 2 è inserito il seguente: “2-bis. Nelle zone gialla e arancione, la fruizione dei
    servizi, lo svolgimento delle attività e degli spostamenti, limitati o sospesi ai sensi della normativa
    vigente, sono consentiti esclusivamente ai soggetti in possesso di una delle certificazioni verdi
    COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2, lettere a), b) e c-bis), nel rispetto della disciplina della
    zona bianca. Ai servizi di ristorazione di cui al comma 1, lettera a), nelle predette zone, si applica il
    presente comma ad eccezione dei servizi di ristorazione all’interno di alberghi e di altre strutture
    ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati e delle mense e catering continuativo su base
    contrattuale, ai quali si applicano le disposizioni di cui al comma 1.”;
    c) al comma 4, le parole “al comma 1” sono sostituite dalle seguenti: “ai commi 1 e 2-bis” e le
    parole “comma 1” sono sostituite dalle seguenti: “commi 1 e 2-bis”
  18. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dal 29 novembre 2021. Fino al 5
    dicembre 2021 è consentito la verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 in formato
    cartaceo nelle more di quanto previsto dall’articolo 6, comma 2.
    ART. 6
    (Disposizioni transitorie)
  19. Dal 6 dicembre 2021 al 31 gennaio 2022, nelle regioni e nelle province autonome di Trento e di
    Bolzano, i cui territori si collocano in zona bianca, lo svolgimento delle attività e la fruizione dei
    servizi, per i quali in zona gialla sono previsti limitazioni sono consentiti esclusivamente ai soggetti
    in possesso delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2, lettere a), b) e c-bis),
    del decreto-legge n. 52 del 2021, nel rispetto della disciplina della zona bianca. Nei servizi di cui al
    primo periodo sono compresi quelli di ristorazione a eccezione di quelli all’interno di alberghi e di
    altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati e delle mense e catering
    continuativo su base contrattuale, ai quali si applicano le disposizioni di cui al comma 1 del predetto
    articolo 9.
  20. Nelle more della modifica del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 giugno 2021,
    adottato ai sensi dell’articolo 9, comma 10, del decreto legge 22 aprile 2021, n. 52, sono autorizzati
    gli interventi di adeguamento necessari a consentire la verifica del possesso delle sole certificazioni
    verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2, lettere a), b) e c-bis) del decreto legge 22 aprile 2021,
    n. 52.
    CAPO III
    Controlli e campagne pubblicitarie
    ART.7
    (Controlli relativi al rispetto delle disposizioni per il contenimento e la prevenzione
    dell’emergenza epidemiologica da COVID-19)
  21. Il Prefetto territorialmente competente, entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore del
    presente decreto, sentito, entro tre giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il
    Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, adotta un piano per l’effettuazione costante
    di controlli, anche a campione, avvalendosi delle forze di polizia e del personale dei corpi di polizia
    municipale munito della qualifica di agente di pubblica sicurezza, in modo da garantire il rispetto del
    possesso delle certificazioni di cui all’articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021. Il Prefetto trasmette
    al Ministro dell’interno una relazione settimanale dei controlli effettuati nell’ambito territoriale di
    competenza.
    ART.8
    (Campagna promozionale)
  22. Al fine di promuovere un più elevato livello di copertura vaccinale, il Dipartimento per
    l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri elabora un piano per garantire
    i più ampi spazi sui mezzi di comunicazione di massa per campagne di informazione, formazione e
    sensibilizzazione sulla vaccinazione anti-Sars-CoV-2. All’attuazione del presente comma, si
    provvede nei limiti delle risorse iscritte nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei
    ministri e destinate alle suddette finalità.
    ART.9
    (Misure urgenti in materia di controlli radiometrici)
  23. Il termine per l’adozione del decreto di cui all’articolo 72, comma 3, del decreto legislativo 31
    luglio 2020
    , n. 101, è fissato al 31 dicembre 2021. Nelle more dell’adozione del decreto di cui al
    periodo precedente continua a trovare applicazione la disciplina di cui all’articolo 2 del decreto
    legislativo 1 giugno 2011
    , n. 100, e si applica l’articolo 7 dell’allegato XIX al citato decreto legislativo
    n. 101 del 2020.
    ART. 10
    (Entrata in vigore)
  24. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
    Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta Ufficiale degli atti
    normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
    osservare.

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