Prelievo contanti, come evitare il controllo dell’Agenzia delle Entrate

Prelievo contanti, come evitare il controllo dell’Agenzia delle Entrate, le cose sono molto cambiate negli ultimi tempi riguardo ai conti correnti. Da un lato le banche posso effettuare azioni senza preavviso, come chiudere i conti correnti in alcuni casi, dall’altro i costi dei conti sono aumentati enormemente.
Non solo.

Esiste un limite al prelievo di contante?

Iniziamo col dire che per i prelievi non esiste alcun limite imposto dalla normativa sull’antiriciclaggio. La legge vieta invece i trasferimenti di contanti per cifre pari o superiori a 3mila euro.

Cosa fare per evitare i controlli

Il limite al prelievo scatta per importi superiori a 12.500 euro: in questo caso, vige il divieto di trasferire somme di denaro senza un intermediario abilitato, come la banca, passaggio richiesto dalla normativa sull’antiriciclaggio.

Quindi il consiglio è evitare di prelevare somme pari o superiori a questo limite.

Ma c’è un’ulteriore novità: con una recente modifica è stata prevista una segnalazione obbligatoria alla Uif da parte delle banche per tutti i prelievi superiori a 10mila euro nell’arco dello stesso mese.

E ciò vale anche se si tratta di prelievi frazionati in più operazioni di importo inferiore, ad esempio 10 prelievi da mille euro.

Anche in questo caso, quindi, meglio se dilazionate il prelievo in più mesi.

Cosa cambia dal 1 luglio 2020

Dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021, si abbassa il tetto all’uso di contanti a 1.999,99 euro.

Non si potranno fare in contanti né pagamenti né prestiti né donazioni a partire da 2.000 euro in su, ma bisognerà optare per strumenti tracciabili come bonifici, assegni, carte di debito e carte di credito.

È bene chiarire, però, che si tratta solo di una possibilità e non è detto che la segnalazione venga presa in carico.

Per quanto riguarda i privati, invece, il limite giornaliero e mensile di prelievo contanti è fissato dalla propria banca, ma si tratta di una questione di disponibilità di denaro e non di una questione legale.

In genere il limite di prelievo giornaliero varia dai 500 ai 1.000 euro, mentre il limite mensile può variare dai 2.000 ai 3.000 euro. Il limite di prelievo contante, anche per importi frazionati, nell’arco di un mese è di 10 mila euro.

Superata la soglia è prevista la segnalazione alla UIF da parte dell’istituto bancario.

Lo sappiamo, il denaro contante è ancora oggi il mezzo principale e preferito per il pagamento di beni e servizi. Il limite di pagamento con contanti, che rimane di 2.000 euro, Il limite legato ai prelevamenti di denaro contante dagli istituti bancari.

Mi riferisco ai limiti esistenti all’effettuazione di operazioni sul conto corrente legati al prelievo di contante.

Si tratta di operazioni effettuate con l’obiettivo di prelevare contanti per effettuare pagamenti.

Il classico caso è quello legato ai pagamenti di beni o servizi a privati.

Se il pagamento che devi effettuare è in contanti devi necessariamente porti il problema il prelievo contanti possa portarti conseguenze da un punto di vista fiscale.

Pensa al caso di un lavoratore autonomo, magari una ditta che ha operato per tuo conto che ti propone uno sconto a fronte di un pagamento immediato in contanti.

prelievo contante

Esiste un limite massimo per il prelievo contanti dal conto corrente?

Il prelievo di denaro contante dal proprio conto corrente è, sicuramente, un’operazione del tutto lecita.

Infatti, in condizioni ordinarie, il prelievo di contanti non desta alcuna conseguenza, giuridica o fiscale.

Tuttavia, è opportuno individuare quali sono i limiti previsti dalla normativa antiriciclaggio per il prelievo di contanti dal conto corrente.

Il limite a cui fare riferimento per il prelievo contanti è di 10 mila euro nell’arco di un mese.

Come avviene il contro sui prelievi di contante da parte della UIF?

Questo ente viene allertato dall’istituto bancario che, in virtù di una operazione sospetta, fa partire una segnalazione.

E’ in questi termini, infatti, che lo sportellista bancario, quando verifica l’effettuazione di operazioni sospette da parte di privati, fa partire segnalazioni.

Naturalmente, le operazioni di prelievo contanti che rientrano nel limite mensile di 10 mila euro non sono soggette a segnalazione.

Le comunicazioni di operazioni sospette devono essere effettuate alla UIF entro il quindicesimo giorno del secondo mese successivo a quello in cui è avvenuta l’operazione.

Le comunicazioni sul contante che le banche e le Poste Italiane per i servizi di banco posta dovranno inviare all’UIF sono utilizzate soprattutto per l’approfondimento di operazioni sospette e per effettuare analisi di fenomeni o tipologie di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.

Come avviene il controllo sui prelievo di contante da parte dell’Agenzia delle Entrate?

La stessa segnalazione di operazione sospetta che parte dall’istituto bancario e che finisce alla UIF, effettua un ulteriore passaggio anche all’Agenzia delle Entrate.

Questa segnalazione di anomalia, infatti, è destinata ad alimentare la banca dati dei conti correnti italiani.

A quel punto, l’Agenzia delle Entrate, incrociando i dati presenti sulle sue banche dati può valutare quali contribuenti assoggettare ad un accertamento fiscale.

A differenza di quanto attiene ai controlli sul riciclaggio del denaro sporco, l’Agenzia delle Entrate non può effettuare controlli sui prelievi eseguiti dal privato sul proprio conti correnti.

La verifica del limite di prelievo dal conto corrente

Come anticipato, il limite di prelievo di denaro contante dal conto corrente, per la segnalazione alla UIF è di 10mila euro nell’arco di un mese solare.

Detta segnalazione scatta anche se il superamento della soglia avviene attraverso più operazioni che, singolarmente prese, sono inferiori a 10mila euro ma che, tra loro sommate, superano il tetto.

Ciò, però, vale solo se le operazioni sono pari o superiori a 1.000 euro l’una.

Quali sono gli enti tenuti ad effettuare le comunicazioni per i prelevamenti sopra soglia?

In sintesi, Banche, Poste italiane, istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica devono comunicare le operazioni in contante pari o superiori a 10mila euro effettuate nel corso del mese solare.

Questo tipo di movimentazioni devono essere censite anche se si tratta di operazioni occasionali, anche se frazionate pari o superiori a mille euro.



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