Guida alle tasse sull’affitto

Guida alle tasse sull’affitto

IRPEF sui canoni di locazione

Tasse sull’affitto, ovvero la tassazione Irpef sui canoni di locazione, affiti, percepiti dal proprietario di casa senza applicazione della famosa cedolare secca sugli affiti.

Guida alle tasse sull’affitto: ecco, già dal titolo si evince che cosa?

Ai fini Irpef, il reddito, la tassazione sugli immobili per le persone fisiche, che dovrebbe andare a tassazione secondo gli scaglioni Irpef stessi, in realtà subisce una decurtazione derivante dal tentatico di allineare la tassazione sui beni immobili che svolgono la funzione di prima casa.

Abbattimento del reddito imponibile derivante dagli affitti

Per il calcolo delle tasse sugli affitti di immobili, ai fini dell’Irpef, il proprietario potrà godere di alcune agevolazioni sotto forma di esenzione parziale del reddito assimilato da assogettare a tassazione Irpef.

Il reddito tassato sugli immobili infatti sarà pari al canone ridotto del 5 % …

nel caso di affiti a canone concordato ex, di un immobile che si trova nei centri di alta densità abitativa, il canone di affitto percepito dal proprietario sarà ridotto del 30 %.

Nel caso in cui si stia affittando un fabbricato riconosciuto di interesse storico o artistico e situato nella citàà di venezia, e non è il nostro caso perchè Noi scriviamo da Genova, e nelle isole della Giudecca, Murano e Burano il reddito percepito su questi canoni di affitto sarà più basso del 35%.

Affitto abituale senza servizi accessori

La cedolare secca viene sempre più adottata e consigliata per via della ridotta tassazione sostitutiva sui canoni che va dal 10 % al 19 % ai fini IRPEF tuttavia è necessario fare una serie di considerazioni in base alla tipologia di locazione messa in questione.

Quindi ci sono 2 opzioni:

  1. Tassazione ordinaria in base alla tabella scaglioni IRPEF, dato dal maggiore tra il canone contrattuale abbattuto del 5% e la rendita catastale rivalutata del 5%
  2. il reime cedolare secca, per l’appunto.

Tassazione del reddito fondiario

Il reddito fondiario sarà dato dal maggiore tra il canone che si ottiene dal contratto di locazione, ridotto del 5% (non più del 15%) e la rendita catastale iscritta nel catasto rivalutata del 5% sia superiore al reddito medio ordinario di cui al comma 1, il reddito è determinato in misura pari a quella del canone di locazione al netto di tale riduzione.

Per i fabbricati, come avevamo detto sopra, anzi scritto, Venezia & Co. la riduzione è elevata al 25%, interesse storico o artistico è elevato al 35%.

Dove invece vengono date in affitto unità locali, appartamenti, ville erogando anche servizi accessori come la biancheria o la prima colazione allora non si può più parlare di semplici redditi fondiari, ma entriamo nell’ambito di dove bisogna applicare del reddito d’impresa definito dall’articolo 55 del Tuir e tassato con imposta Ires e Irap.

L’imponibile base si determina come differenza tra costi e ricavi.

Invece, dove si fa lo stesso il tutto, ma senza farlo abitualmente, allora il criterio di individuazione è lo stesso per la quantificazione del reddito imponibile, ma si andranno ad applicare, in più, anche gli scaglioni Irpef in quanto si tratta di redditi cosiddetti diversi in quanto arrivano da attività commerciali svolte in modo non abituale, per l’appunto.

La tassazione quindi andrà secondo le aliquote degli scaglioni Irpef che partono dal 23% al 43%.

Alla fine del tutto

Colui che affitta ha la possibilità di scegliere di non far cumulare il canone annuo agli altri redditi che ha già, su cui viene calcolato l’Irpef, scegliendo il regime fiscale agevolato grazie alla cedolare secca.

Se si sceglie il regime ordinario, invece, il redditto da tassare sta composto dal maggiore fra questi importi:

  1. rednita catastale rivalutata del 5%, per gli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico va considerato il 50% della redita catastale rivalutata
  2. canone annuo, ridotto del 5%, 25% per i fabbricati che si trovao nella città di Venezia centro e nelle isole limitrofe, del 35% se l’immobile è riconosciuto di interesse storico o artistico.

Di ricordare che le imposte Irpef si pagano anche sui canoni non riscossi!

Tramite il meccanismo del credito di imposta si può ovviare il tutto secondo la tassazione dei canoni di affitto non riscossi o della morosità del conduttore.



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