In farmacia si può pagare in contanti?

Facciamo un po’ di chiarezza in questo caos d’informazioni, In farmacia si può pagare in contanti?

“La nuova manovra permetterà solo in alcuni casi il pagamento dei medicinali in contanti. “

Secondo la Gazzetta Ufficiale, nella TRACCIABILITÀ DELLE DETRAZIONI – comma 679 e 680, nel tentativo di favorire i pagamenti tracciabili, la nuova Legge di Bilancio riconosce le detrazioni fiscali su determinati acquisti solo se effettuati con carta di credito o bancomat, bonifico o assegno.

Nel capitolo, rientrano, a sorpresa, anche le spese sanitarie.

Ma non tutte. 

2 regimi di spese

Vengono previsti due diversi regimi: le spese mediche sostenute presso strutture private non convenzionate con il servizio sanitario nazionale ,SSN, dovranno essere effettuate con strumenti tracciabili.

Invece, le spese per medicinali, dispositivi medici o protesi potranno essere portate in detrazione dal contribuente anche se sostenute in contanti.

L’obbligo di tracciabilità del pagamento, quindi, non scatta in farmacia: un’eccezione voluta soprattutto per venire incontro a quella fascia di utenza, di età avanzata, non abituata ad usare le carte. 

La detrazione Irpef del 19% sulle spese mediche prevede una franchigia di 129,11 euro: in pratica, il bonus scatta solo per le spese che superano questo tetto. 

Dal 1° gennaio, però, si potranno scaricare dalle tasse solo gli acquisti fatti con strumenti tracciabili. Sarà sempre possibile, invece, utilizzare i contanti per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici (protesi sanitarie comprese).

Per tutte le altre tipologie di spese sanitarie, previste nell’articolo 15 del Tuir, invece, l’obbligo di pagamento con strumenti tracciabili (bancomat, carte di credito, bonifici bancari o postali, assegni), è escluso ogni qual volta le prestazioni siano rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

Per converso, quindi, l’obbligo del pagamento con mezzi tracciabili, pena la perdita della detrazione fiscale, resta confermata ogni qual volta la prestazione sanitaria venga resa all’interno di strutture private non convenzionate con il Servizio sanitario nazionale: si pensi alla visita privata dal medico specialista o allo studio privato del dentista. 

Tutte le volte in cui sarà richiesto il pagamento tracciabile, il contribuente dovrà conservare la ricevuta o la fattura, ma anche la prova del pagamento effettuato con lo strumento prescelto (quali, ad esempio, la ricevuta della carta di credito o del bonifico).

Diversamente, sarà difficile portare in detrazione la spesa nel modello 730 o modello Redditi PF.

Altra novità è la riduzione delle detrazioni fiscali sulle spese mediche per i titolari di reddito superiore a 120 mila euro.

La detrazione verrà completamente cancellata a partire da 240mila euro.

Tuttavia, la detraibilità resta integrale in relazione alle spese sostenute per le gravi patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria.  


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