Coronavirus, la goccia che rischia di fare esplodere la bolla finanziaria globale e il calo dei mutui

Corona virus o Coronavirus, chiamatelo come volete, eppure non solo questo virus colpisce la nostra salute ma anche il mercato immobiliare.

Le ricadute sull’economia del coronavirus potrebbero andare ben oltre il rallentamento dell’economia cinese, con l’effetto a catena sull’intera economia mondiale.

La crisi sanitaria rischia di intrecciarsi con una crescente fragilità sul fronte della finanza.

E i segnali che arrivano dal mercato non sono incoraggianti.

Aggiustamento, crisi o collasso?

L’esplosione del coronavirus di Wuhan ha diffuso il contagio non solo ai quattro capi del mondo, ma anche ai quattro capi dell’economia, facendo smottare le Borse – che chiudono la settimana tutte in perdita fra l’1 e il 2 per cento – e rinviando analisti e operatori davanti alla palla di vetro.

Con la Cina blindata e isolata, a Wall Street c’è già chi prevede un calo degli indici del 10 per cento, più o meno come ai tempi della epidemia della Sars, nel 2003.

Il recupero, si dice, potrebbe essere altrettanto veloce: dipende da quanto dura l’emergenza.

Ma, forse, non è solo un problema di durata.

C’è, infatti, anche chi si preoccupa molto di più: il mondo non è più quello del 2003, soprattutto non lo è la Cina e la finanza è molto meno solida del 2003.

Siamo su un terreno ignoto.

Nel 2003, le borse, al culmine della epidemia Sars, arrivarono a perdere fino al 10 per cento.

Un mese dopo il punto più basso, tuttavia, avevano già riguadagnato il 15 per cento.

Ma questo coronavirus ha già contagiato più persone della Sars e, soprattutto, ha costretto, questa volta, la Cina a isolarsi e farsi isolare: 4 mila chilometri di frontiera con la Russia chiusi, collegamenti aerei a singhiozzo, fabbriche e uffici sprangati.

Coronavirus, perché la paura del contagio fa calare le rate dei mutui

Da inizio anno gli indici Eurirs, sulla base dei quali si calcolano le rate dei mutui a tasso fisso sono scesi di circa 30 punti base, complici le tensioni finanziarie innescate dalla notizie sulla pandemia polmonare.

L’Eurirs (acronimo di Euro Interest Rate Swap, tasso per gli swap su interessi) è il tasso di riferimento, calcolato giornalmente dalla European Banking Federation, che indica il tasso di interesse medio al quale i principali istituti di credito europei stipulano swap a copertura del rischio di interesse.

Gli scienziati stanno lavorando senza sosta al vaccino del coronavirus, l’infenzione polmonare che è partita il 31 dicembre 2019 in Cina e da allora ha causato quasi 910 morti .

Le notizie arrivate nelle ultime ore, agli inizi Febbraio 2020, lasciano ben sperare.

Secondo quanto riferito da una tv cinese, un team di ricerca dell’Università di Zhejiang avrebbe già messo a punto un farmaco efficace.

Inoltre uno scienziato britannico che guida la ricerca sul nuovo virus ha dichiarato a Sky che il suo team ha fatto un significativo passo avanti nella riduzione del normale tempo di sviluppo, da 2-3 anni ad appena 14 giorni.

«Il ritracciamento degli Eurirs era iniziato già prima del coronavirus, ma questo ne ha accelerato il movimento – spiega Stefano Rossini, ad di MutuiSupermarket.it -.

Tutto ciò che causa un rallentamento della crescita globale, e quindi anche in prospettiva dei tassi europei, ha sempre un impatto sui costi dei mutui».

Dal preventivo alla stipula il tasso può ballare

Perché i tassi Eurirs – per quanto siano una stima dei tassi in un lontano futuro – sui mercati finanziari possono avere una volatilità elevata.

Come del resto insegna quanto accaduto nelle ultime settimane.

Quindi non è detto che il tasso risultante dal preventivo esibito dalla banca in questi giorni di inizio febbraio 2020 – e di conseguenza la rata del mutuo collegata – siano poi quelli effettivi.

Perché mediamente dalla richiesta alla stipula passano 60-90 giorni, in questo lasso di tempo gli Eurirs possono variare, anche profondamente.

Allora come fare? «Le banche utilizzano tre sistemi per stabiliare quando bloccare gli Eurirs – prosegue Rossini.

Ci sono alcuni istituti che prendono in considerazione l’Eurirs calcolato nel mese in cui viene effettivamente stipulato il mutuo; altre prendono come base l’Eurirs del giorno in cui viene completata l’approvazione reddituale del richiedente ; altre invece congelano ai fini del tasso finale da applicare l’Eurirs del giorno in cui viene presentata la domanda di mutuo da parte del richiedente.

Quest’ultimo è il caso da preferire perché l’Eurirs viene praticamente congelato nel momento ideale o comunque quello scelto, come può ad esempio essere in questa fase di calo dei tassi, dal mutuatario.

Eurirs e le sue tempistiche

Nelle altre due opzioni invece può passare diverso tempo, 2-3 settimane per il completamento dell’istruttoria, o 2-3 mesi per la stipula effettiva.

Tempo che può far cambiare anche sensibilmente gli indici Eurirs rispetto al momento in cui si è mosso il mutuatario per avviare l’iter di nuovo mutuo o surroga.


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