Come aprire un negozio di Ecommerce

Come aprire un negozio di Ecommerce

Ecco come aprire un negozio di ecommerce, molti sono gli aspetti che ruotano intorno al mondo del negozio on line o ecommerce, infatti si usano altri termini come:

  • Conversioni : al posto di vendite
  • Traffico: al posto di clientela che entra ed esce dal negozio
  • Spedizioni o consegna a mano: clientela sparsa in ogni dove che ordina qualcosa dal tuo Store on line, negozio on line, e si aspetta quel prodotto che arrivi al Suo indirizzo di ricezione
  • Sharing, affiliate, remarketing, Follow Up, ecc

Ma quando è Nato l’ecommerce?

Ecco alcuni termini innovativi che ruota intorno a questo mondo che dal 1970, con il primo Store on line, il noto EDI, Eletronic Data Interchange, dove offrivano i l primo servizio elettronico attraverso il quale venivano trasferiti i documenti per le grandi imprese di telecomunicazioni, ma sarà poi nel 1991 che avverà la vera svolta, con l’apertura di internet al pubblico.

Come aprire un negozio di ecommerce: aprire adesso uno Store on line oggi, è tardi?

Una realtà oramai e in costante crescita ed un’opportunità  che non puoi continuare a rimandare, se vuoi creare o espandere il tuo Business model, se vuoi far conoscere il tuo MOOD, anche ora va bene Giugno 2021, perché domani potrebbe essere tardi…

Avviare un’attività di ecommerce ha dei contro ma anche dei pro, ovviamente: è scalabile, è verticale, è immediato, comodo e può essere svolto anche da chi non ha un negozio fisico, nemmeno un magazzino fisico.

Hai letto bene per vendere online puoi farlo in due modi

Aprire il tuo e-commerce e/o appoggiarti a grandi piattaforme come Amazon ed eBay, i famosi siti web che gareggiano al mostrare il prezzo commercialmente più basso, che mettono a disposizione spazi virtuali per chi desidera commerciare sul web i propri prodotti e non solo.

E per il dropshipping?? Un passo alla volta…

Ora ti spiego come aprire un negozio ecommerce partendo da zero.

Prima di tutto: la burocrazia

Come per gli altri articoli su come aprire la tua attività, qualsiasi essa sia, se vuoi aprire un’attività e-commerce bisogna pensare prima all’iter burocratico e qui entro subito in gioco io, la Commercialista J.

Come aprire un negozio di ecommerce: Partita IVA, si ma quale?

Come per tutte le attività commerciali, anche per un store anche se è solo virtuale è necessario non solo aprire una Partita IVA, ma inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate e all’Inps e iscriverti alla Camera di Commercio e al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del Comune dove vuoi aprire il negozio, di solito è il comune di residenza perché si può avviare il tutto mettendo l’indirizzo di casa come sede legale d’inizio attività.

Ovviamente se sei un dipendente che vuole aprire un negozio on line non bisognerà avviare la pratica all’INPS, per ulteriori dettagli continua a leggere l’articolo.

Per vendere on line, non è semplice scegliere quale regime di partita IVA scegliere, per iniziare ti consigliamo il regime forfettario se hai i requisiti minimi del caso per contenere tutti i costi del caso d’inizio ed avviamento attività.

Bisogna anche ricordare di fare tutte le pratiche per vendere sia in Italia ma anche in Europa e resto del mondo se il tuo bene e/o servizio può interessare a tutti, quindi con conseguenti normative differenti, così da poter avviare l’Intrastat, fare e ricevere fatture, ecc

Fatto tutto questo… beh, non ti resta che comprare il tuo Dominio e fare o farti fare il tuo sito web da un professionista, stilare un piano Marketing con il tuo commercialista per alcune spese, eventuale Consulente marketing, trovare dei validi e seri fornitori, anche in dropshipping e mettere tutto nel tuo store, per vendere i tuoi prodotti!

Tranquillo/a, con me è tutto davvero facile, se desideri faccio tutto io per te…

Ed ora proseguiamo…

Come aprire un negozio di ecommerce: un po’ di tecnicismo

Per questi consigli che leggerete qui sotto, ci avvaliamo del nostro noto Digital Marketer, SEO Specialist, Giacomo Luis Fantinuoli, fondatore ed ideatore di Digital Marketing Genova.

Come abbiamo scritto poco sopra la prima scelta da fare è:

Aprire il sito web ecommerce oppure no?

Successivamente c’è la scelta della piattaforma e di cosa ci si mette dentro, chiamati contenuti, una serie di prodotti, un’eventuale catalogo di prodotti, che metodi di pagamento si vogliono accettare, che circuiti attivare e, at last but not least, quelli di spedizione e consegna.

Scegliere la piattaforma del tuo futuro e-commerce

Puoi affidarti a diversi tipi di piattaforme:

  • Piattaforme gratuite o open source: sono piattaforme con licenza GNU (General Public License), caratterizzata dal codice sorgente libero e completamente modificabile.
    Prestashop o Magento o WordPress con il suo WooCommerce, come il mio sito web in questo caso, sono alcuni dei principali software open source in circolazione.
  • Piattaforme in affitto: con questo sistema è possibile ottenere un e-commerce in affitto, pagando un noleggio mensile o annuale, come Shopify, offrendo più sconto per quest’ultima soluzione di solito, magari con qualche Servizio aggiuntivo.
  • Sito web proprietario: si tratta della “vecchia” e prima soluzione fin dai tempi immemori, dal 1980 per dire, e questa soluzione richiede il maggiore investimento economico, perché il sito web viene completamente creato, pensato, programmato, disegnato e sviluppato da uno o più programmatori che lo costruiscono da zero, con il blocco note come si faceva un tempo, in base alle esigenze dell’azienda che ne richiede il servizio.

Il mio Ecommerce… ok… e l’altra soluzione quale è?

Ci sono altri portali di vendita che permettono di aprire al loro interno dei negozi virtuali rivolti ai singoli rivenditori.

Questo tipo di piattaforme che raccolgono sono chiamate marketplace e possono essere di due tipi:

  • Verticali: raccolgono tanti rivenditori specializzati in un’unica merce e si rivolgono ad una nicchia, esigenza, risposta a una “domanda”
  • Orizzontali: mettono in vendita moltissimi e diversificati tipi di prodotti, parliamo in questo caso di colossi come Amazon, eBay o Wish in Cina, con conseguenti fee di % di vendita

Quindi c’è da comprendere che i marketplace possono aiutare le conversioni del tuo e-commerce, o senza esso, per aumentare i clienti e la tua affidabilità o essere un trampolino di lancio se ti avvicini al commercio online, ma prima o poi i tuoi clienti affiliati li vuoi trattare come desideri con delle offerte particolari senza dover ogni volta, vendita per vendita, pagare delle commissioni?

Poi il tuo negozio on line ecommerce è casa tua, nessuno nel tuo sito web ti può dire cosa puoi e non puoi vendere (salve ovvie eccezzioni) e a che prezzo (salvo sempre alcuni accordi tra fornitori, es. prezzo calmierato).

L’organizzazione dello Shop e dell’eventuale stesura del Catalogo del tuo Shop divindendoli per categorie.

Trovare con facilità ciò che il tuo potenziale cliente sta cercando è la migliore mano che Tu possa dare come primo impatto, UX e UI a manetta J.

Dropshipping o non Dropshipping? Ah non sa cosa è?

Vendere prodotti che ancora non si hanno in magazzino ma ordinarli appena il cliente fa l’ordine è questo il DropShipping, chiedendo addirittura al Fornitore di spedire al Cliente il prodotto acquistato senza dover, quindi, aver bisogno di un magazzino reale.

Come aprire un negozio di ecommerce – Pro e Contro…

In questo 2021 … ti consiglio di inserire solo articoli che realmente e celermente puoi spedire, scrivendo in descrizione o scheda prodotto con foto di qualità e descrizioni esaustive, magari in modalità SEO CopyWriter (mentre scrive i testi li ottimizza per e con la SEO), essendo che, se ci pensi bene, se vendi un Lego e tutti mettete la stessa descrizione, i motori di ricerca trovano la stessa descrizione uguale per tutti e ciò, ovviamente, non va bene.

Inoltre, ogni prodotto deve essere associato ad un codice, SKU, che ti permette di identificarlo univocamente e non sbagliare con le spedizioni, soprattutto se ci sono delle varianti come taglie e colori differenti, magari anche simili ma ovviamente differenti.

Come aprire un negozio di ecommerce – I metodi di pagamento

Come negozio on line ci sono differenti modi di ricevere pagamento, o meglio differenti circuiti per essere competitivo, come ad esempio:
PostePay, PayPal, bonifico bancario, contrassegno o cash to delivery …

se vuoi aprire un negozio online ed essere competitivo devi permettere di acquistare in diversi modi: bonifico bancario, carte prepagate, contrassegno alla consegna, ritiro nel punto vendita in contanti e PayPal.

Gli e-commerce di solito accettano pagamenti con carte di credito tramite sistema di POS offerto dalle banche oppure con PayPal, un sistema sicuro pensato per le transazioni online.

Non implementarlo significa tagliare fuori una grossa fetta di clienti, quindi anche se la procedura d’iscrizione ti sembra macchinosa o poco redditizia, ricorda che non puoi farne a meno e ti tornerà utile con la maggior parte dei tuoi utenti.

La consegna dell’ordine (sì anche quella)

Non penserai veramente che appena effettuata la transazione il tuo lavoro sia finito, vero?

Potrai rilassarti solo quando l’ordine sarà tra le mani del tuo cliente ( a meno che quest’ultimo non chieda un rimborso o una sostituzione).

Molti sottovalutano quest’ultima fase, ma la scelta del corriere è fondamentale per soddisfare i tuoi clienti e farli tornare sul tuo e-commerce.

I contenuti e la SEO, SEA e SEM

Il tuo negozio online ha un contenuto e un contenitore.

Benissimo, ora ti devi preoccupare di renderli più interessanti e soprattutto rintracciabili sui motori di ricerca.

Non ci stancheremo mai di ripetere quanto sia importante la SEO per gli ecommerce.

Se costruisci il tuo sito web seguendo le regole di Google, potrai facilmente scalare i suoi risultati di ricerca e aumentare la visibilità online.

Anche in questo caso è meglio affidarsi ad un esperto SEO Specialist, ecco perché ci avvaliamo al nostro consulente di fiducia Giacomo Luis Fantinuoli, titolare di Digital Marketing Genova.

Il marketing online e le ADV di Facbook e ADS di Google

Il negozio on line, come quello fisico, dopo tutto, deve vendere e far vendere.

Tutto deve portare alla vendita da parte del cliente dall’altra parte del monitor, chiamata conversione di un utente in cliente e per farlo bisogna:

  • creare un sito veloce, facile da capire, comprendere e navigabile
  • mobile friendly
  • con lista taglie se si trattano vestiti
  • con foto chiare, non troppo grande ne piccole
  • video esplicativi se necessario
  • creare un budget per la pubblicità
  • stilare un relativo Business Plan
  • differenziare il capitale tra Ads, Adv dei Social, come Facebook, Google, YouTube, Linkedin, Bing, Yahoo, Instagram, ecc
  • chi più ne ha più ne metta
  • idee su idee

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